Berlusconi il russo
Uno degli aspetti più emblematici di questa tornata amministrativa, oltre ai risultati raggiunti – che effettivamente risentono molto dell’influenza locale – è senza dubbio la comparsa di Berlusconi per il giuramento di Putin al Cremlino, ossia a qualche migliaio di chilometri dal suo partito in caduta libera. Quasi ad indicare quali siano le sue vere priorità, tra le politiche e le amicizie…
Il gioco dei calci
Il finale della serie A è il più appassionante da molti anni a questa parte: scudetto, accesso alla Champions League e all’Europa League e salvezza sono ancora in bilico, a due giornate dalla fine. Ciò nonostante, il calcio italiano – nel suo complesso – è sprofondato a livelli che ormai definire scadenti, infimi, vergognosi è vano esercizio retorico. É sprofondato, punto. Sempre più lontano dagli altri mondi calcistici europei – che pure avevano problemi più grossi dei nostri, vedi hooligans a Francia ’98. L’ultimo episodio è la scazzottata Delio Rossi-Ljajic, ma è veramente l’epilogo (c’è da giurarci, parziale) di una serie che mai come quest’anno sembra srotolarsi implacabile: a partire dall’immancabile scandalo del calcioscommesse (un evergreen), fino alle forche caudine degli ultras genoani padroni del Marassi e della dignità dei calciatori, passando per i settimanali cori razzisti (che la dirigenza Juve sconsiglia tramite volantino “perchè si rischiano squalifiche e multe”, e non perchè è una vergogna degna di animali) o la ridicola rissa a fine partita tra calciatori e dirigenti di Udinese e Lazio. Una costellazione significativa che trova, a mio avviso, nell’episodio di ieri un astro simbolico utile per decifrarne l’intero movimento, e per trovare eventuali soluzioni (sarà dura, e lunga). Continua a leggere →
Più gli sputate addosso, più lo rafforzate
I partiti e la maggior parte dei giornalisti ancora non ha capito una cosa semplice semplice: più sputate addosso a Beppe Grillo insulti ed etichette (demagogo, populista, capo-popolo ecc…) più la gente sta con Beppe Grillo. Si tratta ormai di due dimensioni spazio-temporali diverse: quella dei politici, arroccati dentro i palazzi, seguiti da giornalisti che assomigliano a cani da tartufo subito pronti a metter loro sotto il mento un microfono per sentirsi dire sempre le stesse blandissime cose e l’altra dimensione, il paese reale, che Grillo sa interpretare molto bene, poichè è abituato a stare in mezzo alla gente. Continua a leggere →
Calma e gesso
L’entusiasmo della sinistra all’indomani del primo turno delle presidenziali francesi è, a mio avviso, decisamente esagerato. Perchè, se è vero che per la prima volta nella storia della Quinta Repubblica, il candidato presidente uscente non è in testa al primo turno (anche nell’81, prima della prima storica vittoria socialista firmata François Mitterand, era in testa Giscard d’Estaing), è anche vero che il margine tra Sarkozy e Hollande è molto risicato, e il bacino politico cui può attingere il gollista è decisamente maggiore (in linea teorica, ma anche abbastanza pratica, in un paese in cui tradizioni e appartenenze politiche hanno decisamente più valore che qui). Continua a leggere →
Grillo sbraitante (e quante cazzate…)
L’ultimo gioiello dalla campagna del comico farsesco più eccentrico d’Italia, quello al cui cospetto un camionista pare un gentleman: «I partiti hanno portato alla fame il Paese. Per questo dobbiamo fare un processo pubblico per fare in modo che riportino tutti i soldi che si sono mangiati, fino all’ultima lira – linguaggio di uno al passo coi tempi, mica un “morto” – .« Dobbiamo fare una piccola Norimberga al cui termine vedremo quale lavoro socialmente utile fargli fare[...]Si tirerà a sorte una giuria di cittadini incensurati e decideremo come farci restituire tutti i soldi che hanno rubato. Siamo alla resa dei conti». Ecco la ricetta per la soluzione della crisi: populismo, demagogia, e paragoni storici degni di Pierino all’interrogazione con la maestra. Con un po’ di giustizia sommaria si elimina alla radice il problema della malapolitica. Continua così Grillo, che senza Berlusconi non sappiamo più come ridere.
P.S. Stando al suo livello di esegesi politica, la foto qui sopra è a dir poco incriminante.
Padania Style
Propongo ai lettori l’editoriale uscito ieri sul Manifesto di Alessandro Robecchi, che penso sia il modo più efficace per parlare della grana padana. Qualora ci venisse voglia di intenerirci nei confronti del carroccio – tentazione facile, quando entra in gioco l’umana pietas – basterà ripensare ai diti medi, ai vaffanculo, alle spazzate di culo, ai Salvini, Borghezi, Gentilini vari per ritrovare la serenità perduta. Buona Pasquetta.
Ce lo dice Bersani
L’altro giorno, strano a dirsi, Pierluigi Bersani ha azzeccato un battuta: “Sono sereno che sull’art.18 si vorrà ragionare altrimenti chiudiamo il Parlamento e così i mercati si rassicurano“. É azzeccata perchè coglie la contraddizione via via più palese che si sta delineando (o che sta emergendo, grazie alla crisi) tra i mercati (come sono intesi nel discorso pubblico) e la democrazia. (É azzeccata anche perchè è quasi sicuramente veritiera.) Continua a leggere →
Susanna, ma cosa mi dici mai?

Fino ad oggi Susanna Camusso mi era sembrata una buona persona, onesta e discretamente intelligente. L’avevo apprezzata molto di più rispetto al suo predecessore Epifani, poichè più combattiva e tenace nelle sue battaglie. E soprattutto più “cittadina” e meno “politica”. Continua a leggere →
La Zanzara, Verro e altri animali
Tre notiziole mi sono balzate agli occhi nell’ultima settimana, come a comporre un nefasto bollettino dello stato di salute della libertà sessuale e/o femminile (ovvero della libertà tout court) in questo Paese. Continua a leggere →
