Monti-Barroso: quante coppie

Cronache dall’Europa: il 21 marzo la Commissione europea ha varato un testo, chiamato «consigli di regolamentazione dell’esercizio del diritto di promuovere azioni collettive nel contesto della libertà d’impresa e della garanzia dei servizi» e soprannominato testo Monti-Barroso. E a questo punto suona il campanello di allarme: è un testo che Barroso aveva affidato nel 2010 al professore non ancora Senatore e Presidente Mario Monti. Ma vediamo un po’ di che si tratta, anche se il titolo ci rivela già il grosso del contenuto.

Si vuole stabilire politicamente e giuridicamente il concetto che l’espressione del dissenso in ambito lavorativo – pubblico e privato – è preceduta dalla “libertà d’impresa”, e quindi che può avvenire solo quando in corrispondenza degli interessi dell’attività. Cioè mai, a meno che non mi si porti un esempio per il quale i lavoratori scioperano o manifestano per le troppo buone condizioni lavorative. In tutto questo, dunque i sindacati diventerebbero un’organizzazione al limite della legalità – della legittimità, sicuramente. Quando si dice: “ce lo chiede l’Europa”…

Vista la firma di tale testo, dunque, mi viene difficile pensare la riforma del lavoro ancora sotto l’egida dell’ “economia sociale di mercato”, quella che Monti ci presentava come motore delle riforme. E ancora più difficile mi appare di credere al buonismo predicato dalla Fornero, che accanto alla riforma elaborata ci viene a dire che Marchionne è una risorsa.

Infine, pongo una domanda – sincera questa volta – a quella sinistra cosiddetta “riformista” che vede in Monti una risorsa da non lasciare in mano alla destra: siete sicuri di padroneggiare ancora le istanze e le volontà della sinistra, oppure vi sta un po’ sfuggendo la mano?

28. marzo 2012 di Pietro
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